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Home ULTIMA 19 maggio 2020 L'OSHA SULLO SLC

L'OSHA SULLO SLC

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Lo stress lavoro correlato aumenterà nei prossimi cinque anni in Italia e in Europa, causa anche la crisi e il prolungamento della vita lavorativa. E’ quanto emerge da una una ricerca condotta da Ipsos Mori per conto dell’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro (Eu-Osha) su un campione di oltre 35 mila cittadini in 36 paesi europei. Secondo la ricerca, 8 intervistati su 10 pensano che lo stress da lavoro correlato sia destinato ad aumentare nei prossimi 5 anni e i più preoccupati sono i dirigenti di azienda (79%) che considerano lo stress un elemento importante in termini di performance economica tanto quanto l’infortunio sul lavoro.
“La crisi finanziaria e i cambiamenti che si susseguono nel mondo del lavoro - dice Christa Sedlatschek, direttore dell’Eu-Osha – esercitano pressioni sempre maggiori sui lavoratori; non deve stupire, quindi, che lo stress lavoro correlato sia una delle principali preoccupazioni della gente. Fare fronte ai rischi psicosociali è uno dei principali aspetti delle attività dell’EU-OSHA per migliorare la vita dei lavoratori in Europa”.
I più preoccupati sono i greci (83%) per i quali lo stress lavoro correlato aumenterà significativamente mentre i norvegesi sono i meno preoccupati (16%). In Italia, secondo 7 intervistati su 10 (73%), lo stress lavoro correlato è destinato ad aumentare nei prossimi 5 anni, mentre 2 su 5 (39%) pensano che aumenterà moltissimo. Tra i lavoratori intervistati, sembra che i manager siano i più preoccupati. Infatti, per l’80% della categoria le probabilità di un aumento dello stress lavoro correlato è maggiore rispetto agli impiegati (77%) e a coloro che svolgono lavori manuali (64%). Prevenire gli effetti dello stress lavoro correlato è possibile. Secondo il sondaggio, l’87% dei cittadini europei è  convinto che l’adozione di buone prassi in materia di salute e sicurezza sul lavoro sia importante per aiutare le persone ad aumentare la competitività e a prolungare la propria vita lavorativa. Sebbene in Europa l’età pensionabile sia in generale di 65 anni, secondo Eurostat nel 2009 l’età media di abbandono del mercato del lavoro è stata di circa 61,5 anni. In base ad un sondaggio di Eurobarometro, quattro europei su dieci (42%) sono convinti di potere continuare a svolgere la propria attività lavorativa fino all’età di 65 anni e oltre, mentre il 17% prevede di non essere in grado di proseguire oltre i 59 anni. Anche in Italia 9 intervistati su 10 concordano sul fatto che adottare buone pratiche in materia
di salute e sicurezza sul lavoro renda l’Italia più competitiva e prolunghi la vita lavorativa. Dello stesso parere il 94% dei giovani tra i 18 e i 34 anni per i quali, più che per gli adulti, il tema della salute e sicurezza sul lavoro riveste una particolare wonderful best free dating websites importanza. Un risultato determinato da una maggiore consapevolezza e informazione sui temi della salute e sicurezza rispetto agli anni passati, benché vi siano ancora differenze. Ad esempio, il 79% degli uomini ha dichiarato di essere ben informato sui rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro rispetto al 65% delle donne. L’Eu-Osha ha dichiarato il 2012 Anno europeo dell’invecchiamento attivo per promuovere la necessità di una buona salute e sicurezza sul lavoro in tutte le fasi della vita lavorativa. L’ILO, consapevole dei rischi in termini di disagio umano e performance
economica che lo stress lavoro correlato comporta, all’inizio del 2012 ha pubblicato il manuale “Checkpoints di controllo per prevenire lo stress lavoro-correlato: miglioramenti pratici per la prevenzione dello stress sul lavoro”. Il manuale propone una ricetta anti-stress in 50 punti che lavoratori e datori di lavoro, di ogni contesto lavorativo, possono applicare per individuare e mitigare gli effetti nocivi dello stress.
 

 
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