Con la Sentenza n. 18615 del 5 agosto 2013 la Corte di Cassazione ha affermato che il rifiuto da parte del lavoratore di indossare i necessari dispositivi di protezione individuale ne giustifica il licenziamento per giusta causa. La Sentenza interviene a dirimere un dubbio che frequentemente si pone in merito a comportamenti dei Lavoratori e prescrizioni impartite dai Medici Competenti e che darà più forza alle motivazioni da fornire per modificare concretamente comportamenti scorretti.
La Sentenza, inerente un fatto del 2007 avvenuto a Gela, non riporta di quali D.P.I. si tratti, ma chiarisce anche due altri punti. Innanzitutto, la comunicazione al Lavoratore di ritiro dei Dispositivi costituisce atto unilaterale recettizio (quindi abbisognevole di ricevuta) e come tale pienamente rientrante nel potere direttivo del Datore di Lavoro. Inoltre, è legittimata la Società datrice ad inibire l'accesso del Lavoratore sul luogo di lavoro, avendo essa l'obbligo di impedire la prestazione lavorativa ove l'esecuzione della stessa non fosse avvenuta in condizioni di sicurezza, in quanto avrebbe potuto risolversi in un pregiudizio per l'integrità fisica del Lavoratore.
