Aggiungerei una serie di considerazioni:
- il fatto che il lavoro di parrucchiere comporta un indiscutibile carico biomeccanico dell'arto superiore con facile insorgenza di patologia connessa (che non sto ad elencare) che vine trattata abitualmente in regime INPS
- il fatto che parte dei prodotti che utilizzano sono classificabili come sensibilizzanti cutanei e respiratori ma è imposssibile o difficilissimo ricavare le schede di rischio (Reach o non reach)
- il fatto che nel settore sono impiegati in significativa prevalenza soggetti di genere femminile e che tali lavoratrici hanno spesso una scarsissima formazione sui rischi, in primis 151/01 e che quasi mai si trova in tali tipologie di lavorazioni una valutazione del rischio e una comunicazione procedurale alle lavoratrici in età fertile(151/01)
- il fatto che le sale di coiffeur sono negli ultimi anni "evolute" e praticano non solo le attività classiche della "parrucchiera" ma una serie di services collaterali tra cui i massaggi e i trattamenti UVA.
E' di fatto un terreno poco esplorato e poco conosciuto che meriterebbe attenzione se non altro formativa.
Tcam