Non ho notizie più dettagliate (relata refero) e non ho intenzione di approfondire.
In sintesi quanto ho riportato nel post:
1) c'è un mc che fa esami e MB ad un tecnico di laboratorio di analisi chimiche industriali
2) non c'è DVR, nessun rischio è documentato
3) forse c'è il classico "autocertifica"
A questo punto:
a) presuppongo a norma di buon senso che vi sia un rischio chimico?
e/o un sovraccarico biomeccanico dell'arto superiore?
b) anche se è autocertificabile la VDR, con riferimento al rischio chimico, credo non sia ammissibile una anlisi verbale o a buon senso e un modello di clacolo con dei risultati almeno ci voglia (documentale)
c) se non erro (cito F D'Orsi) quando il DDL dispone l'uso di DPI per la mansione, di fatto riconosce un rischio, chimico nella fattispecie, non irrilevante
d) se il MB è coerente, dovrei dedurre che le sostanze più usate siano acetone ed n-esano.
Per finire i post vuole richiamre l'attenzione su quella terra di nessuno che sono attualmente le microimprese che, in quanto tali, possono apparire di facile dominio ma spesso sono ad alto rischio soprattutto per il mc che è portato a semplificare il proprio comportamento che deve invece essere ancora più vigile ed attento che in imprese di maggiori dimensioni dove bene o male esistono, se il medico è accorto, strumenti per esercitare il ruolo con un certo livello di tutela (anche per il mc):
Poichè le microimprese esistono e continueranno ad esistere e con molta probabilità al 30-06-2012 non ci saranno immediate linee guida che verranno ulteriormente rimandate....credo non sia del tutto fuori luogo (visti i tempi che corrono), oltrechè disquisire sui massimi sistemi affrontare questi aspetti della professione cercando di individuare un metodo elementare per operare in condizioni di minor rischio e punibilità.
O no?
Tcam